Gli ultimi veneziani. Vivere nella città lagunare

Finalmente pubblicato il libro fotografico Die letzen Venezianer, “Gli ultimi veneziani”.
Un viaggio del tutto speciale nel labirinto della città e della sua laguna, alla ricerca di luoghi noti e meno noti, scaturito dall’arte del fotografo tedesco Karl Johaentges e dalla collaborazione con SlowVenice, attraverso la profonda conoscenza di Venezia della “nostra” Luana Castelli.

400 pagine, più di 500 fotografie e tanti racconti che offrono uno sguardo originale su Venezia e la sua laguna.
Una collaborazione durata due anni, composta di uscite in barca, in bicicletta e in elicottero, centinaia di incontri per realizzare foto e interviste, e una fitta corrispondenza fra Venezia e Hannover.

Ma soprattutto conversazioni con tante persone – maestri mosaicisti, remeri, studiosi o agricoltori… – per dare agli “ultimi veneziani” una voce, perché possano raccontare la loro vita quotidiana e le tradizioni, le trasformazioni della città e della laguna, le loro preoccupazioni e i loro desideri. Dai loro ritratti, che si intrecciano con viste della laguna e scorci di Venezia, è emersa quella che è la città abitata, narrata da fotografie e testimoninanze

Così Venezia e la sua laguna si rivelano ancora vitali e pulsanti di passione

La laguna è costituita da isole, banchi di sabbia, barene, valli da pesca e canali, che nel corso dei secoli sono stati conquistati alla natura, consolidati e trasformati in uno sforzo comune per creare spazio per case, chiese e palazzi, conservando nel contempo il delicato equilibrio ambientale.
Fino ai nostri giorni.
A prima vista l’acqua separa le isole, ma in realtà la laguna le raggruppa in una grande unità. E le protegge. Immersa nel paesaggio naturale che la circonda, la città vive la laguna in una simbiosi affascinante, e conserva nel fitto labirinto della città e delle isole immensi tesori culturali, monumenti architettonici e paesaggi di una bellezza mozzafiato.
E’ proprio la laguna che ha reso Venezia unica. E anche oggi il destino della città è strettamente intrecciato con questo ambiente.

Città di sovrani, conquistatori, esploratori, commercianti e viaggiatori, pittori e scrittori: Venezia rappresenta un luogo affascinante che attira da sempre migliaia di visitatori.
Ma la bellezza può essere anche una condanna?

Mentre il numero di visitatori aumenta costantemente, la popolazione diminuisce inesorabilmente. Nel marzo 2014 il piccolo pannello luminoso della farmacia Morelli in Campo San Bartolomeo contava solo 57.900 residenti. In soli tre decenni la popolazione è più che dimezzata.
Una miriade di negozi di souvenir e fast food ha sostituito i negozi di alimentari e le botteghe degli artigiani.

Alcuni veneziani rispondono al massiccio afflusso di turisti con insofferenza, altri addirittura con rabbia, a volte con rassegnazione. Coloro che comprendono l‘importanza del turismo per la sopravvivenza della città sottolineano anche la necessità di regolamentarlo.

Lontano da Piazza San Marco e dal ponte di Rialto batte ancora il vero cuore della città lagunare, dove i suoi abitanti cercano di conservare uno stile di vita unico al mondo.
Venezia è nata per i pedoni e i vogatori ed è stata dispensata dalla dominazione dell’automobile. Come nessun’altra incarna l’idea originale e ideale di città: un luogo di incontro, di vita sociale; corti e campi invitano a soffermarsi per conversare. E se in passato ci si incontrava alla fontana per il rifornimento dell’acqua, oggi si trova comunque sempre un po’ di tempo per un caffè e due chiacchere.
La città è rimasta villaggio, una dimensione preziosa che non deve essere abbandonata.

2017-03-09T10:28:21+00:00