Il 7° viaggio delle donne della voga veneta

Un Po di donne veneziane e piranesi  a remi

Da Pirano a Venezia agosto 2017

Da più di un anno fra la Comunità Italiana di Pirano e alcuni veneziani è iniziato uno scambio culturale e un percorso dedicato in particolare al tema della voga veneta. Pirano e Venezia infatti hanno molte cose in comune: il legame con il mare, la storia della Serenissima che le ha unite per secoli in rapporti commerciali e politici e anche la voga. Se a Venezia la voga in piedi è una delle tradizioni che più rappresentano la cultura e la storia della città, a Pirano, fino al secondo dopoguerra, pescatori, salinai e contadini usavano batele e batane a remi vogate in piedi, per trasportare e commerciare i loro prodotti lungo la costa istriana e triestina. Un gruppo di donne piranesi ha avuto così l’idea di recuperare questa tradizione e, ottenuto un topo in legno attrezzato di remi e forcole, da alcuni amici veneziani, ha iniziato ad apprendere i rudimenti di questa difficile tecnica, vogando nello splendido scenario del golfo di Pirano e nei canali del Parco Naturale delle Saline di Sicciole. L’incontro con le donne della Canottieri Giudecca “ Un Po di donne” oramai al loro sesto viaggio a remi, ha fatto nascere l’idea di realizzare un viaggio insieme da Pirano a Venezia.

 

Le vie d’acqua fra Pirano – Venezia

Pesca, marineria, agricoltura e produzione di sale sono state per secoli fonte di sviluppo di questa area dell’Adriatico e sono state alla base dei rapporti fra Pirano e Venezia. Le comunicazioni marittime hanno giocato in questo un ruolo importante. Infatti il Golfo di Pirano, compreso in quello più ampio di Trieste, puntellato da baie, porti e città costiere, protetto e caratterizzato da una forte corrente che scorre lungo la costa adriatica orientale verso nord, è sempre stato in collegamento con la città lagunare attraverso la Litoranea Veneta, una via d’acqua interna che si dipana dall’Isonzo a Venezia.  Essa è costituita da molti canali per lo più naturali e attraversa zone di terraferma e zone lagunari, toccando paesaggi affascinanti, località storiche, borghi rurali e pescherecci, rinomate località balneari. Il traffico commerciale è cessato da tempo, ma l’idrovia è interamente percorribile da natanti da diporto. Pirano è separata da Grado da circa 20 km. Da Punta Sbobba a Venezia sono circa 127 km.

 

Il viaggio a remi

Sono da ipotizzare 2 equipaggi misti composti da donne piranesi e veneziane: 2 caorline (da trasportare da Venezia a Pirano). Un sandolo verrà rimorchiato da Venezia a Grado. In questo modo ci saranno fino a 16 posti voga e una venticinque partecipanti.

Alcune barche appoggio durante la traversata in mare, lungo l’idrovia invece sarà presente una barca, un bragozzo tipico della laguna veneta.

Periodo di realizzazione del viaggio

Il percorso è suddiviso in cinque tappe:

da martedì 15 agosto a sabato 19 agosto,

domenica 20 agosto giorno di recupero per eventuali giornate con meteo avverso.

Il gruppo veneziano arriverà a Pirano il giorno 12 agosto per poter dedicare due giorni alla visita della città, dell’oasi di Sicciole, Isola e dintorni.

Le donne Piranesi saranno a Venezia domenica 3 settembre per partecipare al Corteo della Storica.

“Se a Venezia – spiega Luana Castelli, una delle coordinatrici del gruppo ‘Po’ di donne’ – la voga in piedi è una delle tradizioni che più rappresentano la cultura e la storia della città, a Pirano, pescatori, salinai e contadini usavano batèle e batàne vogate alla veneziana per trasportare i loro prodotti lungo la costa istriana e triestina. Un gruppo di donne piranesi ha così avuto l’idea di recuperare questa tradizione”. Ottenuto, dunque, da amici veneziani un topo attrezzato con remi e forcole, le piranesi hanno cominciato ad apprendere i rudimenti della voga nel golfo sloveno e nei canali del Parco Naturale delle Saline di Sicciole, venendo spesso alla Giudecca per affinarsi o ospitando a Pirano le socie giudecchine. Da qui, l’idea del raid assieme.“Progetto – commenta il presidente della Canottieri Giudecca, Pier Maria Barbato – che la società sostiene con entusiasmo”.

“Per noi – raccontano Amalia Petronio, capogruppo della Voga Veneta Piran, e Manuela Rojec, presidente della locale Comunità degli italiani Giuseppe Tartini – si tratta di salvaguardare le imbarcazioni tradizionali e la voga alla veneta nell’Alto Adriatico, rafforzando il rapporto di amicizia e di collaborazione tra Slovenia e Italia. Un’occasione – aggiungono poi – per stimolare la collaborazione tra generazioni diverse nel praticare una vita sana in armonia con la natura, sensibilizzando nel contempo l’opinione pubblica a un rapporto sostenibile tra uomo e mare”.

Il raid si svolgerà su tre imbarcazioni alla veneta, messe a disposizione dalla Canottieri Giudecca, dalla Remiera Canottieri Cannaregio, dal Comune di Venezia, e vedrà alternarsi ai remi un totale di 26 vogatrici, tra veneziane e piranesi. Nel primo tratto in mare, da Pirano a Punta Sdobba, a est di Grado, le vogatrici saranno scortate da alcune barche appoggio, per ogni evenienza, poi entrate in acque interne le donne proseguiranno lungo la Litoranea Veneta, seguite da un bragozzo a motore, facendo tappa a Grado (15 agosto), Bibione (16 agosto), Caorle (17 agosto), Cavallino (18 agosto), per l’arrivo a Venezia il 19 (o il 20 se il meteo imponesse una giornata di recupero). Un totale, dunque, di circa 150 chilometri da coprirsi a remi in cinque tappe.

2017-08-10T17:52:14+00:00