In bragozzo tra le isole dimenticate

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In bragozzo tra le isole dimenticate

È mattina, il paesaggio lagunare è un capolavoro.  Il bragozzo ci attende sulla riva di Cannaregio affacciata alla laguna nord.  Fa freddo, l’acqua dei canali è leggermente increspata dal vento, l’aria è asciutta. In cielo, oltre la coltre grigia di nuvole, c’è una promessa di ampie schiarite e dietro a Murano si stagliano alte le vette innevate delle Dolomiti; fanno da cornice alla laguna ,il cesello di un abile intagliatore che racchiude un quadro dalle sfumature cromatiche abbacinanti.Lasciamo Venezia immergendoci in questo panorama straordinario creato dalla natura e dal sapere umano. Un’opera d’arte complessa che possiamo ammirare nei bastioni di Forte Sant’Andrea, dalle volte in cotto a spina di pesce insignite di pietra d’Istria, e negli orti di Sant’Erasmo, incastonati fra fossi salmastri e piante alofile.

Le volute della Torre Massimiliana, la sinuosità del canale Passaora, una secca affollata di neri cormorani, le barene che si convertono in rive e cipressi nell’isola di San Francesco: tutto vincola lo sguardo.

Prima di lasciare la laguna il sole illumina, come in una scenografia teatrale, le case colorate di Burano.

Il tramonto ci coglie ancora di sorpresa, arancio, dietro ai campanili alti della città. Saremo ancora in grado di creare nuova bellezza?

2015-01-22T15:31:15+00:00