A gennaio abbiamo partecipato al primo viaggio di turismo responsabile organizzato dall’Associazione Sunugal, che sta progettando la costruzione di un villaggio ecologico in Senegal.
L’obiettivo era di sperimentare un viaggio, un percorso di conoscenza e scambio fra viaggiatori italiani e senegalesi per comprendere meglio i rispettivi paesi e poter riproporre il soggiorno in Senegal ad altri futuri viaggiatori. Iniziammo il nostro viaggio molti mesi prima di salire sull’aereo diretto a Dakar, molto prima della partenza avvenuta il 3 gennaio 2013.A settembre 2012 il circolo Sunugal inviò il primo invito a una riunione per parlare di quest’idea del viaggio e poi progettarlo. Iniziammo così a conoscerci, un gruppo eterogeneo per provenienza e interessi, alcuni nati in Italia, altri in Senegal, ora vicini di casa. Cominciammo a parlare della nostra vita in Italia e della vita che si svolge a molti chilometri di distanza, in Senegal e di quello che questo Paese e l’Africa in generale possono offrire ai Paesi occidentali.
L’Africa in soccorso dell’Occidente: porsi nell’ottica di cambiare punto di vista è stato il nostro primo approccio al viaggio. L’esperienza ci ha poi confermato che possiamo ricevere molto dalla gente e dalla terra africana.Ora condividiamo la preparazione del secondo viaggio in Senegal a cui parteciperanno altri viaggiatori e viaggiatrici.Il 14 dicembre andremo in laguna e parleremo di turismo responsabile, della nostra esperienza come guide naturaliste e socie di Limosa e dei progetti che abbiamo realizzato cercando di dar voce alla comunità rurale lagunare, privilegiando i mezzi pubblici o tradizionali, cercando di leggere il territorio nella sua complessità.Con noi ci sarà Andrea Giubilato dell’Azienda Agricola Madre Terra che racconterà della sua esperienza con la Scuola Esperienziale di Agricoltura Biologica e di agricoltura e agricoltori tra Nord e Sud.
Andremo a visitare l’azienda agricola “I Sapori di Sant’Erasmo” e a conoscere l’esperienza dei fratelli Finotello, che hanno scelto di rimanere in isola e continuare l’attività di famiglia coltivando le rinomate castraure e sparesele di Sant’Erasmo e tante altre verdure. Per poter continuare a fare gli agricoltori i due giovani hanno organizzato un gruppo di acquisto a Venezia, instaurando una nuova modalità di relazione con i loro clienti.

Così…nello stile di SlowVenice; perchè i nostri valori si esprimono anche attraverso una precisa scelta di campo: rispetto dell’ambiente, riappropriazione dei luoghi e responsabilità nella conservazione degli stessi.