Sapori, profumi e colori delle osterie veneziane

Si sa, la scoperta di un luogo passa anche dalla tavola.

Lungo i sentieri tracciati dalla natura e dall’uomo, infatti, Venezia svela il suo lato più vero e autentico.
Tra calli, campi, campielli e lungo le rive dei canali, è impossibile non imbattersi in uno dei tradizionali “bacari”, antiche osterie veneziane.

E’ qui che, ancora oggi, la gente del posto nfds’incontra e si mescola con i turisti più curiosi per “farse un’ombra” e assaggiare i famosi “cichetti”.
Andemo a farse un’ombra” è un invito, un segno d’amicizia che, tramandato da generazioni, viene accettato volentieri soprattutto da chi non disdegna un buon bicchiere di vino.
Farse un’ombra” significa proprio: bere un bicchiere di vino. Ma da dove deriva quest’espressione?
Il termine “ombra” richiama un’antica abitudine seguita da molti veneziani che, per rinfrescarsi durante le calde giornate estive, si ritrovavano per bere un bicchiere di vino sotto l’ombra del campanile. Al tempo si diceva, infatti, andiamo a bere “all’ombra”, che nel tempo venne storpiato in: “andiamo a bere un’ombra”.
Oltre al buon vino, però, ciò che caratterizza di più le osterie veneziane è la presenza nel bancone di una vasta varietà di stuzzichini, i famosi “cichetti”.
Mezze uova con acciuga, patate al forno, polpette, crostini con pesce o salumi, da consumarsi in piedi facendo “quattro ciaccole” con amici. (Scopri qui i nostri tour e lezioni di cucina e di cichetti)
Una tavolozza di profumi, sapori e colori, che lascia solo l’imbarazzo della scelta!

Perciò, cosa aspettate: pronti a scoprire il vostro “cichetto” preferito?!